L’ ARTE … PROPRIETA’ DI TUTTI !

L’ ARTE … PROPRIETA’ DI TUTTI ! 

Perché si rubano opere d’arte? Opere famosissime di valore inestimabile, opere custodite nei musei?

Si rubano facendo spesso acrobazie e utilizzando strumenti tecnologici come in un film di spionaggio, oppure usando con semplicità l’astuzia degna di un Arsenio Lupin.

 In ogni caso, questi furti, pur straordinari, non sono rari: le cronache ce ne parlano con una scadenza temporale eccezionale. Tanto è vero che il fatto ci impressiona, ma non ci stupisce! 

Dunque, che senso ha rubare quadri importanti e notissimi? La prima risposta è: per fare quattrini.

 E certamente sarà così. Chi ruba avrà un alto guadagno che riceverà non certo da una casuale messa in vendita della refurtiva, bensì da chi ha ordinato di trafugare quelle opere. 

Sciaguratamente, grandi capolavori, una volta rubati, non si ritrovano più; ovvero: il mandante del reato si tiene i quadri per sé. Non stupirebbe se il fantomatico possessore di opere d’arte trafugate, le conservasse con religiosa attenzione per contemplarle in assoluta solitudine o in compagnia di fidatissimi amici. Una pazzia? Sicuramente qualcosa fuori dalla normalità, se per essa intendiamo il rapporto che generalmente siamo educati ad avere con l’arte. Possiamo essere rapiti dalla bellezza in un modo molto convenzionale: ne riconosciamo l’altissimo valore, che rispettiamo, che amiamo perché ci consente di capire moltissimo della nostra storia, della cultura a cui apparteniamo.

 Ma il furto, come modalità di fruizione estetica di un’opera d’arte non rientra nella normalità.

 Però è inutile nascondere che esiste una vera e propria malattia provocata dalla “bellezza”, una mania, un’ossessione che si sprigionano dalla coscienza del valore “assoluto” e impareggiabile di un capolavoro. Proprio per questo motivo, un quadro di Leonardo o di Raffaello, non si dovrebbe possedere: il suo posto è in un museo affinché tutti possano ammirarlo, perché è “patrimonio dell’umanità”. Tuttavia c’è chi lo vorrebbe possedere non per il suo valore venale, ma esclusivamente per la sua bellezza. Lo si vuole per sé per goderne la visione, escludendo chiunque. Una sorta di egoismo carnale che esalta il proprietario-ladro. 

(Riflessione tratta da una Lettera scritta da Stefano Zecchi per la rivista ARTE )

 A chi non piacerebbe custodire un’opera d’arte godendone ogni giorno la visione esclusiva…? Sarebbe meraviglioso poter avere in casa una Monnalisa o un capolavoro di Renoir,.. un Picasso! Ma è anche bello sapere che sono custoditi in luoghi importanti e sicuri, dove tutti possono andare ad ammirarli per “rubare” spiritualmente un po’della loro bellezza e dell’infinita magia, che solo la grande arte può possedere!  Non dimentichiamo però, che esistono pittori contemporanei altrettanto bravi a realizzare delle perfette “copie d’autore”, per accontentare gli appassionati dei capolavori  senza dover spendere miliardi o, nella peggiore delle ipotesi, senza dover compiere un furto! Ovviamente, un “falso d’autore” (per svariati motivi) non potrà mai sostituire l’“originale”; anche se, in molte situazioni, perfino gli intenditori non sono riusciti a riconoscere l’opera “riprodotta” da quella autentica! E’ proprio il caso di dire: un lavoro a regola d’arte! (www.riproduzionidautore.it)


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